La formazione del gentleman: PEDA.

     La formazione del gentleman







Formare il carattere :

L'evoluzione politica inglese fu lo sfondo su cui si collocò la pedagogia di Locke. I ceti mercantili e borghesi costituivano il nuovo motore dell'economia e della politica, fondato sull'intraprendenza e sulle capacità personali. Ai figli di questa nuova classe dirigente Locke indirizzò la sua opera, che mirava a formare il gentleman.


Fine dell'educazione, secondo Locke, l'acquisizione di salde abitudini morali che consentano al giovane di sapersi comportare correttamente nella società. Egli mira a formare il carattere personale, insegnando saggezza, capacità pratiche, buone maniere.






L'educazione alla saggezza ha il primato sull'istruzione, così come la famiglia ha il primato sulla scuola. In casa si acquisiscono le virtù morali: al padre o al buon precettore spetta in primo luogo il compito di insegnare l'etica.

Anticipando alcuni motivi poi ampiamente sviluppati da Rousseau, Locke sosteneva che il bambino si dovesse muovere, che il suo corpo dovesse essere abituato all'aria aperta, che l'apprendimento fosse divertente e nascesse dall'esperienza diretta. Più che le dimostrazioni filosofiche o le raccomandazioni virtuose, valeva l'esempio del padre o del precettore a insegnare il buon comportamento, le buone maniere e l'autocontrollo.







L'educatore rappresenta la legge alla quale l'allievo è tenuto a sottomettere la propria volontà per sapere, più avanti, agire e decidere in forma autonoma . Le punizioni fisiche, degradanti, non si addicevano a un gentiluomo: meglio usare lodi e rimproveri, facendo leva sul senso dell'onore del fanciullo.







Una pedagogia pragmatica : 

Di carattere moderato e contrario agli eccessi, Locke si inserì nel movimento realista, che da Wolfgang Ratke a Comenio insisteva sull'importanza della lingua materna e delle lingue moderne, nonché delle discipline scientifiche e sociali. L'azione del precettore doveva essere discreta, paziente, fondata sulla persuasione e sulla ragionevolezza, nel rispetto della personalità e degli interessi dell'educando, cui doveva insegnare a dominare le proprie passioni con la ragione.





Al termine della sua vita, Locke si occupò anche dell'educazione dei bambini poveri, per i quali suggerì l'apertura di scuole di lavoro presso le chiese. Ai fanciulli si sarebbe dato un po' di pane e si sarebbero insegnati un mestiere ei principi della religione. L'utilitarismo di questo filosofo, come si vede, lo allontanava dal progetto pansofico di Comenio (-->"'insegnare tutto a tutti" ).








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